Eccidio di Trarego, 25 Febbraio 1945

Quest’anno cade il 69° anniversario dell’eccidio di Trarego. Come ogni anno si terrà la commemorazione per ricordare i partigiani e i civili vittime dei fascisti. Quest’anno ci troveremo alle 9.30 al municipio di Trarego Viggiona per poi proseguire con la commemorazione e la deposizione della corona di alloro. Vi presentiamo un breve riassunto di quel 25 Febbraio di 69 anni fa. Le informazioni sono prese dal sito della Casa della Resistenza di Fondotoce: http://www.casadellaresistenza.it/storia.cfm?sezione=570

“Non sono morti come si muore in guerra. Sono stati seviziati …e queste cose non passano più”

La sorella del più giovane dei partigiani, Gastone “Cesco” Lubatti

Trarego, nel freddo inverno a cavallo tra ‘44 e ’45, accoglie sfollati da Milano e dalla Lombardia. I “maimorti” fanno posti di blocco, requisizioni e controlli tra la popolazione che da spesso aiuto ai partigiani; i quali spesso scendono in paese per recuperare provviste.

Il 24 febbraio del ’45 la volante Cucciolo si trova in serata a Truno, sopra Trarego. La formazione comandata da Nino Chiovini, è costituita da pochi ed esperti partigiani, in grado di compiere veloci spostamenti quotidiani. In seguito a notizie confuse di un attacco al Posto 24 bis, in Valle Cannobina, i partigiani della volante sono stati inviati dal comandante Arca (Armando Calzavara) da Scareno alle Biuse di Olzeno. La sera del 24 tre di loro scendono da Truno a Trarego per recuperare provviste presso i negozi di alimentari.

Notizie della presenza della volante giungono ai comandi fascisti di Cannobio e della Val Vigezzo. La mattina del 25 febbraio, il capitano Mario Nisi e il maggiore Martinez fanno confluire sul posto tutte le forze disponibili. La volante riesce in un primo momento a defilarsi e nascondersi nella conca di Promé, ma il passaggio di alcuni paesani attira l’attenzione dei fascisti che riescono a intrappolare i partigiani. Solo Carluccio Castiglioni e Nino Chiovini riescono a fuggire, anche se feriti.

Gli altri sette partigiani della volante vengono uccisi e i fascisti non risparmiano nemmeno due civili che si erano rifugiati in una grotta: Ivo Borella, 25 anni; Luigi Velati, 21 anni; Corrado Ferrari, 24 anni; Ermanno Giardini, 20 anni; Gastone Lubatti, 19 anni; Luigi Leshiera 22 anni; Pierino Agrati, 25 anni: partigiani della volante; Aldo Brusa e Primo Carmine, civili.

I fascisti non si accontentano solo di uccidere ma scaricano sui partigiani tutte le munizioni e i corpi vengono mutilati seguendo una logica terribile e simbolica: “la sottrazione delle scarpe: di qui non vi muoverete più; poi il viso: nessuno vi deve più riconoscere; la bocca mutilata e riempita di ricci: non avrete più parola; il cuore, non c’è nessuna pietà; infine i genitali: non avrete eredi.” Finita la strage, i fascisti trovano il tempo di festeggiare all’osteria di Oggiogno, vantandosi della loro impresa.

Oltre alla minuziosa mutilazione dei corpi, i fascisti vietano i funerali con la minaccia di incendiare il paese. Un ragazzo di 16 anni delle baite di Promé è sul punto di essere fucilato ma l’intervento del padre riesce a fermare l’esecuzione. Sarà costretto a portare in paese l’ordine del maggiore Martinez che vieta qualsiasi commemorazione. I corpi martoriati vengono ricomposti e puliti dalle suore dell’asilo e, nonostante il divieto, tutto il paese si reca al cimitero per accompagnare le salme. In questa occasione Giuseppe Clair Gagliani, paesano 54enne che aveva fatto parte dei partigiani, esprime la propria solidarietà alle vittime ad alta voce. I fascisti per rappresaglia prendono in ostaggio la figlia sedicenne e lo costringono a consegnarsi. Diventa la decima vittima dell’eccidio di Trarego, ammazzato, riempito di colpi e pugnalate.

Dietro denuncia della madre di Lubatti, il maggiore Martinez e il capitano Nisi (quest’ultimo in contumacia) verranno condannati il 27 febbraio 1947 alla pena capitale. La pena non sarà mai eseguita e verrà ridotta a pochi anni per le successive revisioni ed amnistie. La corte accerterà che tutta l’operazione fu organizzata dai due ufficiali fascisti senza alcuna partecipazione (né ordini) da parte tedesca.

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2 thoughts on “Eccidio di Trarego, 25 Febbraio 1945

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